Per ottenere un guardaroba perfetto ed efficiente, bisogna imparare a gestirne la manutenzione ordinaria, ovvero, il famigerato cambio di stagione. Ecco una guida pratica su cosa fare per mettere ordine.

Innanzitutto, vi dico che non c’è un periodo ideale; è sempre il periodo ideale. Ma il cambio di stagione è il momento perfetto per tirare fuori dall’armadio i capi che non usiamo più, da un anno o anche due, e prima di riporli, fare un piccolo inventario della situazione. Prendetevi tutto il tempo che vi occorre, ma tenete presente che la prima volta è sempre la più difficile. Se il guardaroba è molto grande diventa indispensabile ragionare per temi: stagione, contesto (giorno, sera, lavoro, tempo libero) e settori: accessori, intimo, capi spalla, abiti, pantaloni, ecc.

Per ottimizzare il lavoro, vi suggerisco di creare una piccola tabella con 6 colonne, dove indicare, nella prima colonna, voce per voce, il genere di capo: capi spalla (cioè giacca, blazer, giubbino di jeans, bolerino), completi (es: tailleurs gonna, tailleurs pantalone), pantaloni, gonne, vestiti, camicie, maglie, cardigan, gilet, intimo. Nella seconda colonna descriverete il tipo di capo – ad esempio, cappotto di lana pesante – e come si presenta: in buono stato, “datato”, da portare in pulitura, taglia piccola, ecc. Nella terza colonna indicherete il colore, nella quarta lo stile: elegante, sportivo, casual, ecc., e nella quinta la quantità. L’ultima colonna lasciatela libera per le considerazioni finali.

Iniziamo ad analizzare quello che c’è. Aprite le ante e tirate fuori tutti i capi; metteteli sul letto, oppure su un tavolo grande. Fate due mucchi; da una parte ciò che usate spesso, dall’altra ciò che non usate da parecchio tempo e che magari avete anche dimenticato di possedere! Poi, prendete un capo alla volta, partendo da quelli più pesanti. Osservateli con cura, perché questo è il momento per suddividerli in quattro gruppi distinti:

  • lavoro
  • tempo libero
  • giorno
  • sera e/o occasioni importanti (cerimonie, eventi formali, mondani, ecc.)

Adesso disponetevi davanti a uno specchio a figura intera (fatelo di giorno perché la luce è migliore) e indossate un capo alla volta guardandolo con calma. Come vi sentite dentro a quel cappotto? Goffe? Infagottate? Forse il “taglio” è fuori moda, oppure non vi “vedete” più con quelle linee. La gonna è diventata stretta? Con il tempo il corpo di modifica… magari avete messo su ancora qualche chilo? Meglio metterla da parte. Il colore di quella giacca non vi dona? E’ stato un acquisto sbagliato? Allora via, buttare! E questo paio di pantaloni? Da quanto tempo è fermo nell’armadio e non lo mettete più? Otto anni??? Decisamente troppo: è ora di disfarsene. Quando si fanno queste “analisi” è bene ricordare che tutto ciò che è diventato piccolo e stretto difficilmente verrà riutilizzato, soprattutto se “quella taglia” è diventata impossibile da raggiungere, oppure non avete pianificato una dieta per rientrarvi. I capi passati di moda, se non possono essere rimodernati, vanno eliminati così come quelli rovinati, lisi o scoloriti irrimediabilmente. In linea di massima – ma poi ognuno di voi troverà il suo metodo – io codifico l’esito dei capi in questo modo:

B – come buttare direttamente nella spazzatura
C – come riporre in cantina: taglie piccole o grandi da conservare (della serie non si sa mai) o doppioni che al momento non servono
M – come manutenzione: bottoni che mancano, cerniere da sostituire, orli da riprendere
P – come portare in pulitura per una rinfrescata
O – come ottimo, ok. Il capo sta bene, il taglio valorizza la figura, il colore è giusto e facilmente abbinabile
V – come “vintage” che potete reinterpretare facendoli diventare capi “unici”

Ricordate la colonna dedicata alle considerazioni finali? Bene. Le lettere vanno riportate lì. Serviranno a tenere sempre sott’occhio la situazione del vostro guardaroba. Perché per portare a termine un cambio di stagione ci vuole tempo. Non illudetevi di finire tutto in una sola giornata! A gettare si sta poco, è vero, ma tutto il resto richiede almeno una o due settimane di lavoro. Soprattutto se non siete pratiche e avete poco tempo da dedicarvi. Io lo faccio periodicamente ogni trimestre, ma la mia è deformazione professionale.

Partite facendo tre pile con B, C, P e M: da buttare, da sistemare in cantina e da mandare in pulitura. Mettete dentro a dei sacchi tutto ciò che volete eliminare; poi sarà la volta dello “stoccaggio” in cantina. Munitevi di scatoloni o di sacchi per la biancheria tipo “sottovuoto” che occupano meno spazio e prima di riporli attaccate un’etichetta con la descrizione del contenuto, ad esempio l’indicazione della taglia oppure della stagione. Fra qualche mese potreste aver bisogno di rintracciare proprio la camicetta che sta lì. Preparate poi i capi da portare in pulitura e quelli che hanno bisogno di manutenzione. Capita sempre più spesso, infatti, che le puliture facciano anche piccoli lavori di sartoria. Nel frattempo, potrete dedicarvi ai capi di abbigliamento che restano e cioè a quelli che amate, che indossate spesso e nei quali vi sentite a vostro agio e ovviamente a quelli “vintage” che avrete deciso di tenere. Mettendo in ordine potreste aver notato che nel vostro guardaroba mancano dei capi base per il lavoro o il tempo libero da abbinare con questo o quell’altro capo, oppure, che amate le tinte chiare accostate al viso ma dopo le “pulizie di primavera” non c’è rimasto più nulla! In questo caso, sarà opportuno imparare e fare una bella lista delle cose da acquistare.

Se sei arrivata in fondo all’articolo, ma ti senti scoraggiata perché hai tentato più volte di riorganizzare il guardaroba senza successo, forse è arrivato il momento di chiedere aiuto a una professionista. Il mio lavoro è quello di aiutarti a valorizzare le tue caratteristiche fisiche anche attraverso l’analisi del guardaroba, insegnandoti ciò che “funziona” o “non funziona” in base a colori, linee, tessuti e stile. Da lì, pianificare gli acquisti futuri, per ottenere un guardaroba in armonia con la tua personalità sarà facile e divertente. Ne vogliamo parlare? Chiamami, oppure scrivimi una email e raccontami di te.